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Da tempo avevo interrotto l’accesso a questo blog. Mi sono dedicato a riflettere da spettatore a quello che sta avvenendo nel mondo. Questi mesi sono stati segnati da eventi inaspettati, sia negativi che positivi.
Innanzitutto la vittoria di Obama che ha battuto la cultura segregazionista di certa America attraverso il voto di tante persone che da tempo si astenevano o non andavano a votare (soprattutto giovani), ma anche le mobilitazioni che hanno attraversato l’Italia nei mesi d’autunno, quelle studentesche e dei lavoratori.
Dall’altra parte la profonda crisi economica mondiale che colpirà milioni di individui alla quale si riponde in Italia effondendo paura, ma anche gli atti di violenza contro chi è più debole (senzatetto, overi, immigrati ecc…) suggestionati dalla destra al governo e poi una volta commessi condannati, e non ultimo l’attacco israeliano a Gaza.

Bonjours à tout le monde,

come dal titolo del post questo blog vuole misurarsi con la condizione di precarietà che molti giovani, donne, migranti, uomini provano ogni giorno sulla propria pelle. Come me molte persone subiscono questo stato dell’esistenza che si confronta quotidianamente con la cifra cara dell’incertezza e  della discontinuità lavorativa. La metropoli è il grande contenitore di queste vite, ma ne è anche fondamento e rappresentazione. La metropolitana rende bene l’idea della precarietà nell’immagine del passaggio da un vagone all’altro del treno per raggiungere un luogo, allo stasso modo chi è intermittente passa da un lavoro all’ altro coattivamente, senza troppe possibilità di scelta, per provare ad essere indipendente e costruirsi una vita.

Invito tutti a contribuire con qualsiasi genere di materiale per arricchire e articolare il dibattito.

Bye.

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