precarietà


Dopo una lunga estate di rovinose e plebeiste svolte a sinistra dei partiti che componevano la Sinistra Arcobaleno, di riforme della scuola elementare tornata a schemi ottocenteschi grembiule e maestro unico, di riduzioni della spesa sociale e della ricerca, di soldati nelle città e di fabbrica della paura, ultimamente il governo insiediava la propria macchina ideologica di consenso nella questione Alitalia, contro la Cgil.

Ieri la Cgil ha firmato, vorrei qui diffindere i punti che migliorano la trattativa.

Le modifiche apportate all’accordo permetteranno una difesa del salario dei piloti e assistenti di volo la cui decurtazione del 6-7% sarà compensata con un aumento della produttività, mentre il personale con stipendi di 1.200-1.300 euro non avrà decurtazioni. La Cai inoltre assumerà 12.500 dipendenti di Alitalia, mentre per 3250 sono previsti gli ammortizzatori sociali.

I lavoratori che non saranno assunti dalla nuova Alitalia o dalle altre società collegate avranno infatti un’integrazione del reddito con l’impegno di un loro reintegro tenendo conto delle diverse qualifiche. E’ stata inoltre cancellata la norma che avrebbe decurtato gli stipendi del personale di volo per i primi tre giorni di assenza per malattia. La conservazione del posto per malattia è ora prevista per 12 mesi: in caso di malattia-inidoneità per causa di servizio, a partire dal primo giorno di assenza e per i primi otto mesi il dipendente percepirà la normale retribuzione mensile; mentre per i successivi il 50%. In caso di malattia-inidoneità non per causa di servizio, a partire dal primo giorno di assenza e’ corrisposto il 100% della normale retribuzione per i primi 6 mesi, e del 50% per i successivi.

Sui riposi per piloti e assistenti di volo, poi, è stato stabilito il numero di 30 ogni trimestre, con un minimo mensile programmabile di 8. Da maggio a ottobre, 2 riposi programmati saranno considerati inamovibili, mentre da novembre ad aprile saranno inamovibili 3 riposi. L’azienda in operativo per esigenze di servizio può spostare, rinviare, o cancellare un numero massimo di 4 riposi programmati nel mese. Nell’intesa, infine e’ stato inserito un sistema di assorbimento graduale dei precari. La Cai, infatti, ha dato la propria disponibilità ad avvalersi per il prossimo triennio, compatibilmente con le proprie esigenze organizzative-produttive e fino a mille unità complessive, di personale che negli ultimi 36 mesi abbia prestato la propria opera a favore di società dei Gruppi Alitalia e Airone con contratto di lavoro a tempo determinato.

La firma di oggi, secondo Epifani, “dimostra che si può essere responsabili e fare buone cose”. Particolarmente importante appare infine al leader di Corso d’Italia ‘l’aver messo parole di chiarezza sulla partnership internazionale’, per dare ‘garanzie e credibilità al piano sul mercato globale’. Resta però il nodo piloti. Se i piloti e gli assistenti di volo non dovessero firmare l’accordo o almeno trasmettere ‘un segnale di non ostilità’ al piano – secondo Epifani – vi sarebbe un ‘problema di rappresentatività’. Occorrerebbe dunque pensare ‘a meccanismi democratici di convalida dell’accordo’. Per oggi è prevista l’assemblea degli autonomi, mentre il tavolo di palazzo Chigi rimarrà aperto fino a stasera.

Rassegna sindacale 25/09/2008 14:00

La modifica della norma prevista dal Protocollo sul Welfare varato dal precedente governo di centro sinistra viene cancellata con un emendamento approvato dall’attuale governo di soquatto, sotto i colpi di scena e le dichiarazione sulla sicurezza e sull’ordine pubblico diventato un’emergenza estrema. Infatti il ricorso al giudice, dopo una sequenza di contratti a tempo determinato che superi sei mesi, per ottenere un rapporto a tempo determinato, non sarà più possibile. Questo procedimento viene sotituito con una banale indennità che sarà corrisposta al lavoratore se superati i 36 mesi sarà stipulato ancora un contratto a tempo determinato: nei fatti un incentivo a continuare la sequela di rapporti a tempo determinato che gravano, come evidente, sulle vite di ogni lavoratori rendendole precarie.

Oggi sento dire da coloro che hanno voluto questa norma, governo e ministri, ma anche dai giornalisti, apparato della sfacciata ideologia di quest nuova destra, che forse sono stati distratti, che la cancellazione della formula di ricorso, l’eliminazione di tale diritto, è avvenuta involontariamente. Involontariamente: ecco come viene presentata una simile aggressione al mondo del lavoro e dei suoi diritti. Una profonda mutazione sta avvolgendo le modalità del dominio capitalistico, un passaggio sottile ed impercettibile si sta compiendo giorno dopo giorno. Alla contrapposizione di forza, alla prestazione muscolare, all’imposizione diretta senza compromessi, nell’epoca contemporanea, la ristrutturazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo (sancito anche dalla Carta dei diritti dell’uomo) avviene ironicamente, sbadatamente, tramite tali vie imprecise, melmose in cui si mescola e si vuol far scomparire il rapporto tra vittima ed aggressore ricercando il consenso di coloro sui quali tali misure graveranno, facendoglele accettare perchè sono state emandate involontariamente.

Assieme alla costruzione del capro espiatorio dell’immigrato sul quale far ricadere tutta la crisi che i nostri tempi stanno vivendo, questa mi sembra un’altra faccia dell’ideologia capitalistica che probabilmente assumerà ulteriori forme e linguaggi per leggittimarsi.

Gli effetti di questa norma sono molto pericolosi, perchè se da un lato aumentano la precarietà di coloro che lavorano con contratti a tempo determinato, dall’altro segnano una tappa verso l’obbiettivo principe che tutto il mondo dell’imprenditoria italiana vuole raggiungere involontariamente, per non avere 6 milioni di persone in piazza: quello di eliminare la tutela antilicenziamento e i diritti per chi lavora con contratto a tempo indeterminato (gli insider, definiti così da chi tenta di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri i lavoratori).

Il panorama politico di fronte a tale aggressione si presenta debole soprattutto a sinistra: gli unici che si stanno opponendo sono i sindacati. Il PD come al solito niente, dichiarazioni neanche troppo decise e chiare, La Sinistra sta attraversanndo un momento difficile, Di Pietro, da populista, rilascia solo dichiarazioni contro Berlusconi (cercando una rivincita sulla sconfitta ottenuta in tribunale). E intanto Confindustria e tutti i settori dell’economia stappano champagne del 1700. Il mondo del lavoro viene aggredito nei suoi diritti.

Per avere un quadro migliore sulla normativa posto questa breve descrizione.

Cosa prevede la norma
Innanzitutto occorre ricordare che la misura nasce da una richiesta di Poste Italiane, ente che dal 2005 a oggi ha assunto più di 17 mila dipendenti a causa di sentenze della magistratura. La misura approvata dalla Camera sostituisce l’assunzione con un indennizzo che va da un minimo di due mensilità e mezzo a un massimo di sei. L’articolo 4bis del maxiemendamento alla manovra economica approvato dalla Camera prevede quanto segue: “Il datore di lavoro è tenuto ad indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto”. Con l’aggiunta: “Fatte salve le sentenze passate in giudicato, le disposizioni dell’articolo 4-bis del decreto legislativo 6 settembre 2001, n.368… si applicano solo ai giudizi in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”. Per quanto riguarda i contenziosi futuri, il provvedimento prevede che “sui casi 1, 2 e 4 (che riguardano causali e proroghe, ndr), salvo che per i giudizi in corso”, si applica l’articolo del codice civile 1419, quello che riguarda la nullità dei contratti.

 

(www.rassegna.it, 28 luglio 2008)

 

Ho trovato quest’interessante documento che offre una visione chiara di quello che avvenendo in Italia a proposito del tema della sicurezza. Il governo delle paure e delle insicurezze come agire politco e ricerca del consenso è divenuto una pratica quotidiana del sistema informazione e dei partiti seduti al parlamento: Pd e Pdl. Un pensiero costruito metodicamente per riversare i timori ed il senso di insicurezza diffuso, su un unico capo espriatorio, causa unica e principale della crisi generale che attraversa questi tempi.

http://www.youtube.com/watch?v=C9YNqGx1XVA

Il quartiere all’alba si carica di voci, di furgoni che portano la merce nei negozi, di giovani che rientrano da nottate splendenti. Kebab, e macellerie arabe si alternano a minimarket a pizzerie e piccoli hotel. Capannelli di magrebini sui gradini dei negozi discutono da mattina a sera, mentre dall’altra parte della strada seduti su sedie sgangherate di un vecchio bar, dall’arredo anni ‘60, gli anziani li guardano di traverso, commentando ogni gesto e parola a loro incomprensibile. Gli edifici si innalzano sulle loro teste, ricordano quelli di una qualsiasi città francese o di una colonia nordafricana. Ragazzi, giovani, uomini vivono la strada come la loro casa, vi si ritrovano vestiti con bermuda, ciabatte da bagno, magliette delle squadre di calcio, le donne portano il velo. In certe strade, accanto ai portoni, spesso siedono o si appoggiano alle cantonate dei palazzi, donne con tacchi a spillo, con vestiti succinti, molto truccate, che ti inviano baci se le guardi. Sono le uniche ad essere eleganti, ma il loro lavoro è tutt’altra cosa. Gli uomini del quartiere sfogano di notte e di giorno il loro più violento maschilismo. Quegli anziani seduti al bar alcune volte si avvicinano timorosi di usarle, lo stesso fanno i magrebini seduti ai bordi delle strade, o nei kebab. Molto spesso urla svegliano la notte, sono voci di donne che fuggono, si ribellano, si disperano, ma il silenzio regna indiscreto. Quando il sole tramonta agli angole delle strade donne e uomini vendono, a poco prezzo, il pane, conservato dentro grandi sacchi di nailon appogiati a terra, distribuito dentro sacchetti di carta bianca. San Salvario è nel centro di Torino, vicino alla stazione

Da qualche giorno rimpalla la notizia e la proposta del Ministro della Difesa (o dell’esercito) La Russa di impiegare le forze armate per mettere in sicurezza le città. Una proposta che ha trovato conferma oggi in una dichiarazione a Sky Tg24 in cui afferma che saranno 2500 i soldati che scenderanno nelle strade delle maggiori città italiane per svolgere funzioni di polizia. Una misura, che assieme alle altre, si colloca sul selciato dal cuore nero che il neo governo Berlusconi sta tracciando sulla socità e sulla storia del paese. Se da un lato si attaccano quei miseri diritti redistributivi del reddito che ancora esistono, pressando per liberalizzare ulteriormente il mercato del lavoro, dall’altro si utilizza il pugno d’acciaio della repressione primo valore dell’area culturale da cui proviene il Ministro (la stessa di Almirante). Mercato e autorità. Veltroni commenta non mettendo l’accento sull’irrigidimento delle libertà personali, e le ricadute sulla scelta sia sbagliata perchè mortifica le forze dell’ordine. società, ma ritenendo chela scelta sia sbagliata perchè mortifica le forze dell’ordine.  

Strage a Mineo, nel catanese: sei operai sono morti asfissiati dai gas tossici mentre pulivano
una vasca del depuratore. Altre tre vittime
a Nuoro, Alessandria e Modena.

Dalle fabbriche, dai cantieri, dai luoghi di lavoro anche ieri giungono notizie sconcertanti. Chi lavora non dovrebbe morire. Lavorare è un’attività che si lega, nella società in cui viviamo, all’approvvigionamento dei beni con i quali vivere, sopravvivere. E’ uno stato per cui vi si è coerctitivamente sottoposti. Lavorare per vivere. Ma molti in Italia lavorano per morire. Tutto questo mentre Sacconi ha dichiarato di modificare il Testo unico sulla sicurezza (in particolar modo quelle parti che accertano e sanzionano la responsabilità dell’impresa) e deregolamentare ulteriormente il mercato del lavoro.

 

 

Più diritti agli interinali, ma addio alla settimana di lavoro
di 48 ore

 

 

 

Più diritti ai lavoratori interinali, che riceveranno pari trattamento rispetto ai dipendenti, ma liberalizzazione accelerata dell’orario di lavoro, che potrà raggiungere anche le 60 o 65 ore ore settimanali. Due misure in apparenza contraddittorie, quelle prese la notte del 9 giugno dal Consiglio dei ministri dell’occupazione. Ma in realtà, come avevamo anticipato sul nostro sito, logiche e prevedibili. La logica è quella della moneta di scambio. E chi doveva essere ripagato è la Gran Bretagna (insieme all’Irlanda e ad alcuni paesi dell’Est), dove a fine maggio la Confindustria locale aveva sottoscritto un accordo sugli interinali (che ha consentito poi il varo del provvedimento europeo) col patto esplicito, però, di avere mani libere sull’orario di lavoro. E così è stato.

Diamo prima la notizia cattiva. E dunque i 27 paesi dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo per una revisione della legge europea sull’orario di lavoro, normativa adottata nel 1993 e già modificata nel 2003. La settimana lavorativa di 48 ora resta la regola, ma la durata massima settimanale di lavoro potrà raggiungere le 60 o le 65 ore per i dipendenti che, volontariamente e a titolo individuale, accetteranno di derogare al limite di 48 ore garantendo una maggiore reperibilità. Questi limiti potranno essere superati in sede di contrattazione collettiva.

La Spagna, il Belgio, la Grecia, l’Ungheria e Cipro si sono astenuti e hanno criticato il testo. Sono state soddisfatte, invece, le esigenze britanniche, paese dove la settimana lavorativa non ha vincoli d’orario e che gode, dal 1993, di una eccezione (appunto l’opt-out) rispetto al tetto massimo delle 48 ore settimanali.

La notizia buona, invece, è che i ministri hanno approvato un progetto di legge sul lavoro interinale che prevede fin dal primo giorno di lavoro uguale trattamento fra lavoratori ad interim e i dipendenti a tempo indeterminato. Si tratta di una regola generale, salvo deroga in caso di accordo nazionale con i sindacati.

Il 27 maggio 2008 l’Elettrolux ha deciso che nel giugno 2009 chiuderà definitivemnete lasciando senza lavoro 450 persone. L’azienda è in attivo, ma probabilmente, come spesso avviene, i padroni dicono di non farcela, hanno troppe spese da sostenere. E’ vero: l’università privata del figlio in America, in U.K. o in Svizzera, la decima Ferrari, la ventesima casa al mare, le vacanze sulla Luna, il campo da golf nel deserto, la piscina con l’acqua marina e l’allevamento d’aragoste, il colier alla moglie fatto di perle di Antares, i pacchi da 6 di bottiglie di Don Perignon del 1400, il sommergibile, la nave da crociera, il campo da tennis sul tetto, lo stadio privato per far due tiri con gli amici, i 100 cani da guardia, e i 50 leoni che badano ai 50000 ettari di tenuta che vanno dalla montagna al mare, tante, troppe spese.

Il voto utile, richiesto da Veltroni per battere Berlusconi, in campagna elettorale al popolo di sinistra, inizia a produrre i sui frutti ammuffiti. Alla luce dell’accordo per le riforme con Berlusconi, il Pd, e quella modalità di caccia al voto antidemocratica (che vuole mettere a tecere tutti gli altri, evitando il confronto dialettico: una marcia fascista), mostra che: 1) il buonismo di Veltroni maschera un programma in sintonia con la destra (domani V. e B. si incontreranno), che oggi si esprime con proposte radical-(fas)chick e una bontà verso i più deboli, che in realtà vela una cultura che se la prende con chi è più povero, o in difficoltà: precari, migranti, diversi. 2) con il voto utile, Veltroni aveva promesso, se avesse perso, di essere forza di opposizione. dov’è? Qualche giorno fà, l’aveva chiamata governo ombra, ultimamente e andato oltre, uscendo allo scoperto con applausi, strette di mano, dichiarazioni bipartisan. Ecco il Giano bifronte Veltroni che con il voto utile voleva battere il mostro Berlusconi poi ci fa l’accordo, scoprendo che voleva solo mettere a tacere l’unica opposizione che poteva esistere in parlamento, quella di Sinistra.

 

 Di lato: Veltroni che prende per il culo il popolo di sinistra.

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