Luglio 2008


La modifica della norma prevista dal Protocollo sul Welfare varato dal precedente governo di centro sinistra viene cancellata con un emendamento approvato dall’attuale governo di soquatto, sotto i colpi di scena e le dichiarazione sulla sicurezza e sull’ordine pubblico diventato un’emergenza estrema. Infatti il ricorso al giudice, dopo una sequenza di contratti a tempo determinato che superi sei mesi, per ottenere un rapporto a tempo determinato, non sarà più possibile. Questo procedimento viene sotituito con una banale indennità che sarà corrisposta al lavoratore se superati i 36 mesi sarà stipulato ancora un contratto a tempo determinato: nei fatti un incentivo a continuare la sequela di rapporti a tempo determinato che gravano, come evidente, sulle vite di ogni lavoratori rendendole precarie.

Oggi sento dire da coloro che hanno voluto questa norma, governo e ministri, ma anche dai giornalisti, apparato della sfacciata ideologia di quest nuova destra, che forse sono stati distratti, che la cancellazione della formula di ricorso, l’eliminazione di tale diritto, è avvenuta involontariamente. Involontariamente: ecco come viene presentata una simile aggressione al mondo del lavoro e dei suoi diritti. Una profonda mutazione sta avvolgendo le modalità del dominio capitalistico, un passaggio sottile ed impercettibile si sta compiendo giorno dopo giorno. Alla contrapposizione di forza, alla prestazione muscolare, all’imposizione diretta senza compromessi, nell’epoca contemporanea, la ristrutturazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo (sancito anche dalla Carta dei diritti dell’uomo) avviene ironicamente, sbadatamente, tramite tali vie imprecise, melmose in cui si mescola e si vuol far scomparire il rapporto tra vittima ed aggressore ricercando il consenso di coloro sui quali tali misure graveranno, facendoglele accettare perchè sono state emandate involontariamente.

Assieme alla costruzione del capro espiatorio dell’immigrato sul quale far ricadere tutta la crisi che i nostri tempi stanno vivendo, questa mi sembra un’altra faccia dell’ideologia capitalistica che probabilmente assumerà ulteriori forme e linguaggi per leggittimarsi.

Gli effetti di questa norma sono molto pericolosi, perchè se da un lato aumentano la precarietà di coloro che lavorano con contratti a tempo determinato, dall’altro segnano una tappa verso l’obbiettivo principe che tutto il mondo dell’imprenditoria italiana vuole raggiungere involontariamente, per non avere 6 milioni di persone in piazza: quello di eliminare la tutela antilicenziamento e i diritti per chi lavora con contratto a tempo indeterminato (gli insider, definiti così da chi tenta di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri i lavoratori).

Il panorama politico di fronte a tale aggressione si presenta debole soprattutto a sinistra: gli unici che si stanno opponendo sono i sindacati. Il PD come al solito niente, dichiarazioni neanche troppo decise e chiare, La Sinistra sta attraversanndo un momento difficile, Di Pietro, da populista, rilascia solo dichiarazioni contro Berlusconi (cercando una rivincita sulla sconfitta ottenuta in tribunale). E intanto Confindustria e tutti i settori dell’economia stappano champagne del 1700. Il mondo del lavoro viene aggredito nei suoi diritti.

Per avere un quadro migliore sulla normativa posto questa breve descrizione.

Cosa prevede la norma
Innanzitutto occorre ricordare che la misura nasce da una richiesta di Poste Italiane, ente che dal 2005 a oggi ha assunto più di 17 mila dipendenti a causa di sentenze della magistratura. La misura approvata dalla Camera sostituisce l’assunzione con un indennizzo che va da un minimo di due mensilità e mezzo a un massimo di sei. L’articolo 4bis del maxiemendamento alla manovra economica approvato dalla Camera prevede quanto segue: “Il datore di lavoro è tenuto ad indennizzare il prestatore di lavoro con un’indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto”. Con l’aggiunta: “Fatte salve le sentenze passate in giudicato, le disposizioni dell’articolo 4-bis del decreto legislativo 6 settembre 2001, n.368… si applicano solo ai giudizi in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”. Per quanto riguarda i contenziosi futuri, il provvedimento prevede che “sui casi 1, 2 e 4 (che riguardano causali e proroghe, ndr), salvo che per i giudizi in corso”, si applica l’articolo del codice civile 1419, quello che riguarda la nullità dei contratti.

 

(www.rassegna.it, 28 luglio 2008)

 

Ho trovato quest’interessante documento che offre una visione chiara di quello che avvenendo in Italia a proposito del tema della sicurezza. Il governo delle paure e delle insicurezze come agire politco e ricerca del consenso è divenuto una pratica quotidiana del sistema informazione e dei partiti seduti al parlamento: Pd e Pdl. Un pensiero costruito metodicamente per riversare i timori ed il senso di insicurezza diffuso, su un unico capo espriatorio, causa unica e principale della crisi generale che attraversa questi tempi.

http://www.youtube.com/watch?v=C9YNqGx1XVA

Il quartiere all’alba si carica di voci, di furgoni che portano la merce nei negozi, di giovani che rientrano da nottate splendenti. Kebab, e macellerie arabe si alternano a minimarket a pizzerie e piccoli hotel. Capannelli di magrebini sui gradini dei negozi discutono da mattina a sera, mentre dall’altra parte della strada seduti su sedie sgangherate di un vecchio bar, dall’arredo anni ‘60, gli anziani li guardano di traverso, commentando ogni gesto e parola a loro incomprensibile. Gli edifici si innalzano sulle loro teste, ricordano quelli di una qualsiasi città francese o di una colonia nordafricana. Ragazzi, giovani, uomini vivono la strada come la loro casa, vi si ritrovano vestiti con bermuda, ciabatte da bagno, magliette delle squadre di calcio, le donne portano il velo. In certe strade, accanto ai portoni, spesso siedono o si appoggiano alle cantonate dei palazzi, donne con tacchi a spillo, con vestiti succinti, molto truccate, che ti inviano baci se le guardi. Sono le uniche ad essere eleganti, ma il loro lavoro è tutt’altra cosa. Gli uomini del quartiere sfogano di notte e di giorno il loro più violento maschilismo. Quegli anziani seduti al bar alcune volte si avvicinano timorosi di usarle, lo stesso fanno i magrebini seduti ai bordi delle strade, o nei kebab. Molto spesso urla svegliano la notte, sono voci di donne che fuggono, si ribellano, si disperano, ma il silenzio regna indiscreto. Quando il sole tramonta agli angole delle strade donne e uomini vendono, a poco prezzo, il pane, conservato dentro grandi sacchi di nailon appogiati a terra, distribuito dentro sacchetti di carta bianca. San Salvario è nel centro di Torino, vicino alla stazione