La modifica della norma prevista dal Protocollo sul Welfare varato dal precedente governo di centro sinistra viene cancellata con un emendamento approvato dall’attuale governo di soquatto, sotto i colpi di scena e le dichiarazione sulla sicurezza e sull’ordine pubblico diventato un’emergenza estrema. Infatti il ricorso al giudice, dopo una sequenza di contratti a tempo determinato che superi sei mesi, per ottenere un rapporto a tempo determinato, non sarà più possibile. Questo procedimento viene sotituito con una banale indennità che sarà corrisposta al lavoratore se superati i 36 mesi sarà stipulato ancora un contratto a tempo determinato: nei fatti un incentivo a continuare la sequela di rapporti a tempo determinato che gravano, come evidente, sulle vite di ogni lavoratori rendendole precarie.
Oggi sento dire da coloro che hanno voluto questa norma, governo e ministri, ma anche dai giornalisti, apparato della sfacciata ideologia di quest nuova destra, che forse sono stati distratti, che la cancellazione della formula di ricorso, l’eliminazione di tale diritto, è avvenuta involontariamente. Involontariamente: ecco come viene presentata una simile aggressione al mondo del lavoro e dei suoi diritti. Una profonda mutazione sta avvolgendo le modalità del dominio capitalistico, un passaggio sottile ed impercettibile si sta compiendo giorno dopo giorno. Alla contrapposizione di forza, alla prestazione muscolare, all’imposizione diretta senza compromessi, nell’epoca contemporanea, la ristrutturazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo (sancito anche dalla Carta dei diritti dell’uomo) avviene ironicamente, sbadatamente, tramite tali vie imprecise, melmose in cui si mescola e si vuol far scomparire il rapporto tra vittima ed aggressore ricercando il consenso di coloro sui quali tali misure graveranno, facendoglele accettare perchè sono state emandate involontariamente.
Assieme alla costruzione del capro espiatorio dell’immigrato sul quale far ricadere tutta la crisi che i nostri tempi stanno vivendo, questa mi sembra un’altra faccia dell’ideologia capitalistica che probabilmente assumerà ulteriori forme e linguaggi per leggittimarsi.
Gli effetti di questa norma sono molto pericolosi, perchè se da un lato aumentano la precarietà di coloro che lavorano con contratti a tempo determinato, dall’altro segnano una tappa verso l’obbiettivo principe che tutto il mondo dell’imprenditoria italiana vuole raggiungere involontariamente, per non avere 6 milioni di persone in piazza: quello di eliminare la tutela antilicenziamento e i diritti per chi lavora con contratto a tempo indeterminato (gli insider, definiti così da chi tenta di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri i lavoratori).
Il panorama politico di fronte a tale aggressione si presenta debole soprattutto a sinistra: gli unici che si stanno opponendo sono i sindacati. Il PD come al solito niente, dichiarazioni neanche troppo decise e chiare, La Sinistra sta attraversanndo un momento difficile, Di Pietro, da populista, rilascia solo dichiarazioni contro Berlusconi (cercando una rivincita sulla sconfitta ottenuta in tribunale). E intanto Confindustria e tutti i settori dell’economia stappano champagne del 1700. Il mondo del lavoro viene aggredito nei suoi diritti.
Per avere un quadro migliore sulla normativa posto questa breve descrizione.
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Cosa prevede la norma |
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(www.rassegna.it, 28 luglio 2008) |