Il voto utile, richiesto da Veltroni per battere Berlusconi, in campagna elettorale al popolo di sinistra, inizia a produrre i sui frutti ammuffiti. Alla luce dell’accordo per le riforme con Berlusconi, il Pd, e quella modalità di caccia al voto antidemocratica (che vuole mettere a tecere tutti gli altri, evitando il confronto dialettico: una marcia fascista), mostra che: 1) il buonismo di Veltroni maschera un programma in sintonia con la destra (domani V. e B. si incontreranno), che oggi si esprime con proposte radical-(fas)chick e una bontà verso i più deboli, che in realtà vela una cultura che se la prende con chi è più povero, o in difficoltà: precari, migranti, diversi. 2) con il voto utile, Veltroni aveva promesso, se avesse perso, di essere forza di opposizione. dov’è? Qualche giorno fà, l’aveva chiamata governo ombra, ultimamente e andato oltre, uscendo allo scoperto con applausi, strette di mano, dichiarazioni bipartisan. Ecco il Giano bifronte Veltroni che con il voto utile voleva battere il mostro Berlusconi poi ci fa l’accordo, scoprendo che voleva solo mettere a tacere l’unica opposizione che poteva esistere in parlamento, quella di Sinistra.

 

 Di lato: Veltroni che prende per il culo il popolo di sinistra.