Stamani dopo una lunga lettura delle dichirazione di Veltroni e dei candidati del Pd sento il bisogno di esprimermi sulla questione del voto utile che nella campagna elettorale del Pd sta assumendo le tinte dei vari richiami che Berlusconi faceva al suo popolo del tipo: “coglione chi non ci vota” oppure “non votate i comunisti” durante le scorse elezioni. Orami è assodato che il Pd non sia un partito di sinistra o che intenda rappresentare quella cultura e quella base sociale di riferimento, tuttavia alcune volte negli spot elettorali nei talkshow adultera certe tematiche per vendere meglio il Logo commericlae e la persona di Veltroni, altre invece attacca direttamente la Sinistra l’arcobaleno, velando l’aggresione alla cultura politica di sinistra al più sincero utilitarismo del voto. Nella questione del voto utile si fa vedere alla luce del sole però, le future commistioni del PD e del PDL, tanto che entrambi i partiti rimandano l’intero elettorato a non votare le altre formazioni, infliggendo con queste dichiarazioni sia colpo duro ai principi della democrazia, sia alla Sinistra del paese. Entrambi i partiti PD e PDL, nella loro competizione al Centro, che si manifesta nel nucleo comune che avvicina i due partiti e fa prevedere trasmigrazioni reciproche, sanno che sarà fondamentale affondare la Sinistra e la sua cultura per affermare il PENSIERO UNICO; la temperie univoca del neoliberalismo. Quello che si delinea è una deriva democratica allarmante i cui tratti si possono cogliere già nelle accuse ai sindacati di Letta e Veltroni riguardo al caso Alitalia o in quelle generale Del Vecchio contro gli omosessuali, un processo politico, che sterilizza la partecipazione politica dal basso, nel quale si passa da due coalizioni a due partiti poi a due persone, alla fine il richio è che si pensi che ne possa bastare una sola.