I fascisti hanno di nuovo marciato su Roma, e il centro-sinistra questa volta unito, perchè quando fa comodo il PD si allea con La Sinistra, ha perso ancora una volta. La tendenza che si sta delineando è molto preoccupante al di là dei risultati: la cultura di destra si sta imponendo con forza, con violenza, ripescando la vecchia retorica e gli strumenti che hanno realizzato il consenso alla dittatura fascista. La paura per il Diverso, nella sua identità: sia esso omosessuale, lesbica, trans, straniero, povero, emarginato, ma non solo, la paura per l’attività che può svolgere in una società, e quindi il fatto che possa rubare il lavoro agli italiani, Do you remeber la propaganda del ventennio secondo la quale gli ebrei si arrichivano alle spalle degli italiani, questi sembrano essere i due cardini su cui si impernea la nuova cultura dell’intolleranza. Tutto ciò diventa ancora più grave quando il framing di riferimento del PD, del PDL, degli opinionisti, dei giornali, delle televisioni, è quello che associa lo straniero al problema della sicurezza e dell’ordine pubblico, con il rischio di incorrere in breve tempo a soluzioni che sanciscono la limitazione di alcune libertà in cambio di più ordine e sicurezza.
Aprile 2008
Aprile 30, 2008
Una sonora sconfitta.
Posted by giacflorence under campagna 2008 | Tag: precarietà |Leave a Comment
Aprile 23, 2008
Ripartire dalla Sinistra.
Posted by giacflorence under marx beyond marx | Tag: precarietà |Leave a Comment
Ritorno a scrivere su questo blog solo oggi. Dopo la sconfitta elettorale della Sinistra, ho passato molti giorni a riflettere, meditare, ricercare i motivi e abbozzare delle prospettive. L’ Assemblea di sabato scorso di Firenze convocata dalla Sinistra Arcobaleno in questo mi ha aiutato. La comunità ferita della sinistra si è ritrovata, 5000 persone sono venute all’assemblea con la voglia di continuare, terrorizzate dal fatto che sia sparita la Sinistra nelle istituzioni, e comunque nella società sia in difficoltà, e non riesca ad aggregare. Con la voglia di ripartire, deliberando il proposito del “punto e a capo” che dice di non interrompere il cammino intrapreso, ma ripartire dalla Sinistra, ripartire da quel progetto che tanto entusiasmo ha saputo raccogliere anche sabato.
Aprile 12, 2008
Será mejor la vida que vendrá.
Posted by giacflorence under precarietà | Tag: precarietà |Leave a Comment
Questa mattina vorrei squarciare il silenzio elettorale con la mia voce, con una musica che s’innalzi in alto e sfondi il coperchio greve che opprime le nostre esistenze, un rumore talmete forte che come un cuneo rosso varchi quel confine grigio e schianti tutto, sgretoli quel muro d’acciao alto migliaia di metri che determina la nostra oppressione. Come me tanti giovani, ragazzi e ragazze, sono precari una condizione descritta da una parola che nel senso comune dei “Grandi” è già un feticcio senza essere, ancora per chi la subisce, generale motivo di ribellione. Eppur qualcosa si muove. Migliaia di giovani decidono di riprovare ad assaltare il cielo. Bisogna provare e riprovare citando Gramsci, perchè il percorso che porta alla liberazione è disseminato di ostacoli ed è governato da trappole che la cappa opprimente dello sfruttamento puntualmente costruisce, per dissumulare l’esistenze, per rimproverare stili di vita, per reprimere le voci fuori dal coro dei potenti. La Sinistra è stata la forza che ha sconfitto spesso l’ideologia del moderatismo, quella avara delimitazione del “possibile” in cui il potere borghese è maestro, dando dignità a masse che non ne avevano mai avuta o l’avevano persa, per sproporzione di potere. Norberto Bobbio la definì così: la sinistra è la scelta di chi privilegia il principio di eguaglianza fra le persone, la destra è la scelta di chi nega questo principio.In una campagna elettorale animata da due soli padroni che rappresentano l’interesse di pochi e intendono realizzare un’idea di società nella quale il benessere resta a quei pochi, il popolo della sinistra ha provato ad affermare una nuova speranza. Un modello più equo e solidale, più giusto e redistributivo. Ma questo è un progetto che avrà una lunga storia e non si fermerà il 15 di aprile. Chi come me è precario sa che la vita è dura: perchè il lavoro (pur essendo laureato) non si trova o è sottopagato, a termine, al nero, è difficile costruire una traiettoria di vita autonoma perchè gli affitti delle case sono smodati, e anche i diritti di cittadinanza sono lesi. Continuamente dalle pagine dei giornali, dalle cattedre universitarie, dai talk-show televisivi, si sente dire che la flessibilità del lavoro è necessaria e che bisogna sacrificarsi un pò tutti per la crescita del paese (parola che ha utilizzato più Veltroni che Berlusconi). Certo a dirlo sono la classe dei potenti, coloro che non si devono sacrificare perchè sono la minoranza benestante, che guadagna 10000 euro al mese, e che vuole mantenere lo status quo, e se le cose si mettono male sono pronti a polarizzare ancora di più la società, riducendo ulteriormente quelle poche misure di redistribuzione della ricchezza. Eppure tutto questo non mi scoraggia, non mi arrendo al destino della precarietà e spero di incontrare nel cammino verso la liberazine intrapreso da me e da tanti altri giovani, altrettante vite e ribellioni. Voglio vivere una nuova stagione di desideri, voglio mettere sul piatto tutta la mia passione, non quella mielosa e rinunciataria da fiction, ma quella vera che sente e percepisce in ogni angolo del pianeta il grido strozzato di chi soffre.
In una giornata piovosa come quella di oggi, vorrei che le nubi si diradassero e il sole in cielo, formasse un arcobaleno, che da oggi e per molto tempo rappresenti tutte le donne e gli uomini sfruttati; sia il simbolo di una rinnovata speranza in un’umanità più umana. Per tornare a credere che un giorno se lo vogliamo e solo se lo vogliamo Noi, su questa terra, será mejor la vida que vendrá, allora potremo uscire dal guscio di plastica in cui la metropoli e la fabbrica espansa ci stanno costringendo a vivere, e tornare a sentire le emozioni veramente, quelle che ti fanno bene allo spirito e al cuore, quelle che ti riempono gli occhi di colori, quelle chi ti rendono libero, riappropiandosi delle nostre sensazioni come Rimbaud.
Le sere azzurre d’estate, andrò per i sentieri,
Punzecchiato dal grano, a calpestare erba fina:
Trasognato, ne sentirò la freschezza ai piedi.
Lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.
Non parlerò, non penserò a niente:
Ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro,
Sensazioni (A. Rimbaud, 1870). Nella Natura, – felice come con una donna.
Aprile 11, 2008
A poche ore dal silenzio elettorale una voce stamani mi ha fermato mettendomi in mano un volantino e chidendomi di votare il partito che stava volantinando. Un volto giovane come il mio.
“Ciao, tieni e votaci!”. “Perchè dovrei votarvi?”. “Per battere Berlusconi”. “Scusa i problemi in Italia si risolvono battendo Berlusconi?”. “Certo lui è un mafioso, poi c’ha il conflitto di interessi e non può candidarsi perchè è un imprenditore, e poi se sei per la Fiorentina: Forza viola, lui è presidente del Milan!”. “Come scusa?”. “Votaci è l’unico voto utile. Contro Berlusconi e contro i comunisti!”. “E’ vero soprattutto contro i comunisti”. “Appunto sabato c’è l’aperitivo al Moyo (locale nel centro di Firenze) un aperitivo dei Giovani Democratici, lì i comunisti non ci saranno e poi le prime 50 bevute le offriamo noi”. “Credo che arriverei di sicuro 51esimo”. “Dai vieni, così poi ti convinci e ci voti”.
“Scusa sai ma non mi convinci. Siete talmente simili a Berlusconi che non riesci a dirmi in cosa siete diversi! E poi vi ho seguiti in questa campagna elettorale; avete ceduto sul terreno del rapporto tra capitale e lavoro e su tutte le questioni sociali, contrapponendovi sottovoce solo con slogan contro Berlusconi peraltro fini a se stessi. Mi spiace ma io voterò la Sinistra e non un partito costola della destra come il PD”.
“E perché?”
“Perchè io non la penso così: Het.

Aprile 11, 2008
L’unico Voto Utile è quello per te.
Posted by giacflorence under campagna 2008, precarietà | Tag: voto utile |Leave a Comment
Aprile 9, 2008
In questi giorni la metropoli dello sfruttamento ha dato vita ad un altro feticcio che smentisce le affermazioni, tanto declamate da Veltroni, secondo le quali “gli operai e gli imprenditori hanno interessi comuni”. La Thyssenkrupp sta facendo firmare ai lavoratori che lasciano l’azienda un verbale nel quale si impegnano a non costituirsi parte civile, ma anche a non ricorrere contro eventuali responsabilità penali dei dirigenti.
Aprile 5, 2008
Stamani dopo una lunga lettura delle dichirazione di Veltroni e dei candidati del Pd sento il bisogno di esprimermi sulla questione del voto utile che nella campagna elettorale del Pd sta assumendo le tinte dei vari richiami che Berlusconi faceva al suo popolo del tipo: “coglione chi non ci vota” oppure “non votate i comunisti” durante le scorse elezioni. Orami è assodato che il Pd non sia un partito di sinistra o che intenda rappresentare quella cultura e quella base sociale di riferimento, tuttavia alcune volte negli spot elettorali nei talkshow adultera certe tematiche per vendere meglio il Logo commericlae e la persona di Veltroni, altre invece attacca direttamente la Sinistra l’arcobaleno, velando l’aggresione alla cultura politica di sinistra al più sincero utilitarismo del voto. Nella questione del voto utile si fa vedere alla luce del sole però, le future commistioni del PD e del PDL, tanto che entrambi i partiti rimandano l’intero elettorato a non votare le altre formazioni, infliggendo con queste dichiarazioni sia colpo duro ai principi della democrazia, sia alla Sinistra del paese. Entrambi i partiti PD e PDL, nella loro competizione al Centro, che si manifesta nel nucleo comune che avvicina i due partiti e fa prevedere trasmigrazioni reciproche, sanno che sarà fondamentale affondare la Sinistra e la sua cultura per affermare il PENSIERO UNICO; la temperie univoca del neoliberalismo. Quello che si delinea è una deriva democratica allarmante i cui tratti si possono cogliere già nelle accuse ai sindacati di Letta e Veltroni riguardo al caso Alitalia o in quelle generale Del Vecchio contro gli omosessuali, un processo politico, che sterilizza la partecipazione politica dal basso, nel quale si passa da due coalizioni a due partiti poi a due persone, alla fine il richio è che si pensi che ne possa bastare una sola.
Aprile 5, 2008
Vi propongo un interessante articolo del candidato alla presidenza del consiglio Fausto Bertinotti (apparso sulla rivista http://www.alternativerivistatest.it/) sulla crisi della politica e le sue soluzioni.
Aprile 2, 2008
Giovani e precari, 1 su 5 lavora
e guadagna il 23% meno di papà
Fabio Sebastiani
Giovani sempre più penalizzati nel mondo del lavoro. E se il mare di precarietà in cui sono costretti a vivere non basta a narrare il massacro sociale di una o forse due generazioni, i dati sul divario salariale rispetto alle altre classi di età e quelli sulla disoccupazione nell’Europa dei 25 aggiungono qualche elemento in più di riflessione. Le buste paga degli under-trenta veleggiano ormai verso uno scarto che in alcuni casi è del 30% rispetto ai lavoratori senior.
Eurostat, poi, proprio ieri ha collocato il nostro paese agli ultimi posti nella graduatoria sull’occupazione giovanile: 21,8% insieme alla Grecia, contro il 5,1% dell’Olanda, che compare al primo posto. Tra le due dinamiche, ovviamente, c’è una correlazione diretta.
La precisione delle cifre, peraltro reiterate a distanza di pochi mesi da una analoga ricerca di Bankitalia, non lascia adito a dubbi interpretativi. Così, nel 2008, secondo lo studio di Od&m (pubblicato in questi giorni su Repubblica on line ), gli under 30 avranno una busta paga inferiore del 23% rispetto ai loro colleghi della fascia di età compresa tra i 41 e i 50 anni.
I giovani lavoratori dipendenti vedono peggiorare la situazione di anno in anno. Nel 2003, infatti, il divario era del 17%. In pratica, quello che sta accadendo è che le imprese stanno approfittando del periodo di avvio al lavoro. Nei livelli iniziali si rimane per un lungo periodo e quindi la busta paga non sale mai. Sarà per questo quindi che il 27% dei giovani under 35 e il 20% delle giovani coppie sono indigenti, cioè sotto la soglia di povertà.
Aprile 1, 2008
Qualche informazione sulla manifestazione europea del 5 aprile a Ljubljana.
Posted by giacflorence under sindacatoLeave a Comment
I maggiori imprenditori guadagnano 300 volte di più che un lavoratore medio europeo. Da 40 anni le donne in europa percepiscono uno stipendio inferiore del 15% in meno rispetto agli uomini.
Mi pare evidente che, da soli questi due dati, una redistribuzione della ricchezza sia necessaria. Un sentire comune della società europea che il sindacato europeo ha percepito facendosi promotore della manifestaione europea per l’aumento slariale in tutti i paesi membri.